Il Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), è’ un disturbo neurobiologico ad esordio infantile, caratterizzato dalla presenza di impulsività e difficoltà di controllo del proprio comportamento.

Ha un’incidenza del 7% della popolazione infantile e il 4% della popolazione adulta. È stato dimostrato che avere l’ADHD rende vulnerabile ad altri disturbi, quali il disturbo oppositivo provocatorio (>50%), problemi di condotta e difficoltà antisociali (25-45%), disturbi dell’apprendimento (25-40%), bassa auto-stima e depressione (25%).

Non è sempre facile riconoscere l’ADHD in età prescolare (età 3-6 anni): molti bambini presentano una marcata iperattività, crisi di rabbia, un gioco prevalentemente motorio e litigiosità, ma la maggior parte di questi non svilupperanno un disturbo specifico. È durante la scuola elementare (età 6-12 anni) che avviene più frequentemente la prima diagnosi, per una serie di sintomi che differenziano il bambino dai suoi coetanei. Il bambino è distratto, fa fatica a concentrarsi, non riesce a portare a termine le azioni intraprese, evita le attività che richiedono attenzione, perde oggetti significativi o si dimentica eventi importanti. Tende a passare rapidamente da un’attività all’altra, non riesce ad aspettare il proprio turno in situazioni di gioco e/o di gruppo. Ha difficoltà a rispettare le regole, i tempi e gli spazi dei compagni, fa fatica a restare seduto e a volte mette in atto comportamenti non congrui al contesto e di difficile gestione, con crisi di rabbia.

Ma quali sono i sintomi più frequenti?

  • accentuata irrequietezza
  • evidente presenza di sintomi cognitivi, quali disattenzione, facile distraibilità, impulsività
  • difficoltà scolastiche
  • evitamento di compiti cognitivi (in particolare compiti di ricopiatura o letture lunghe)
  • reazioni impulsive
  • rifiuto da parte dei compagni
  • bassa autostima, sensazione di non essere capace
  • possibile compresenza di un comportamento oppositivo-provocatorio
  • prestazioni scolastiche inferiori rispetto alle proprie potenzialità (“Potrebbe dare di più”)
  • persistenza delle difficoltà attentive, di pianificazione e di organizzazione
  • instabilità nelle relazioni sociali
  • ricerca di sensazioni e condotte pericolose
  • problemi emotivi e presenza di comorbidità come ansia, depressione, abuso di sostanze in età adulta
  • permanenza di impulsività e disadattamento sociale

DIAGNOSI E TRATTAMENTO

L’iter diagnostico prevede una prima fase di valutazione da parte di uno specialista (Neuropsicologo o Neuropsichiatra infantile) e un successivo intervento terapeutico personalizzato.

La diagnosi neuropsicologica, prevede un colloquio con i genitori con somministrazione di questionari specifici anche per gli insegnanti, una successiva fase di somministrazione di test standardizzati sia di livello cognitivo, sia di attenzione e la stesura di un referto clinico con il programma terapeutico.

Il TRATTAMENTO dovrà essere personalizzato e multidisciplinare e prevede, oltre a eventuali trattamenti farmacologici nei casi di maggiore complessità clinica definiti dal neuropsichiatra infantile, anche sessioni di TERAPIA COGNITIVA-COMPORTAMENTALEnel corso della quale vengono effettuati trattamenti cognitivi per i problemi attentivi e psicoterapia per i problemi comportamentali, cui associare incontri di PARENT TRAINING con le figure genitoriali in cui i genitori avranno l’opportunità di aumentare la loro consapevolezza rispetto alla gestione dei comportamenti disfunzionali del proprio figlio e migliorare le dinamiche familiari. Il trattamento prevede altresì, INCONTRI CON GLI INSEGNANTI per eventuale piano didattico personalizzato e strategie di gestione del bambino all’interno del gruppo classe.